I 5 casi più frequenti di crisi personali nelle diverse realtà aziendali

Youth-unemployment

L’esperienza di questi ultimi anni mi ha fatto incontrare 5 situazioni tipo, con soggetti e comportamenti in cui più o meno possiamo riconoscerci o che abbiamo osservato da vicino in parenti stretti, amici o conoscenti:
1. Chi non avendo segnali di criticità del proprio posto di lavoro e pur ostentando sicurezza, in cuor suo non è tranquillo; intorno a sé vede troppe negatività, la crisi ha lasciato segni pesanti nella propria rete sociale. Tiene caro il suo posto, ma non riesce più a lavorare bene. Vorrebbe guardarsi intorno o crescere in azienda, ma non sa cosa fare e capisce che non può agire come avrebbe fatto anche solo 3/5 anni prima.

2. Chi invece sente bruciare il terreno sotto i piedi, la sua azienda non sta andando bene; non ci sono ostilità nei suoi confronti, non corre il rischio che tocchi specificatamente lui/lei, ma percepisce come reale il pericolo che la casa gli crolli in testa. E’ bloccato/a, non conosce vie di fuga, perché o non se ne è mai occupato o quel poco che credono di sapere fuori non lo ritrova più, tutto è cambiato.

3. La crisi è quasi certa, si vive alla giornata. La persona sente che l’attività si sta spegnendo, clienti e fornitori sono al corrente della situazione; lavorare è difficile, è spesso poco più che un trascorrere il tempo in chiacchiere inutili o deprimenti. Se è della rete esterna si ritrova come un disperso, non può non parlare della situazione con il suo network senza sentirsene un poco responsabile o scaricare le responsabilità su altri. Capisce che in tutti e due i casi è sbagliato. C’è un modo per uscire da questa trappola, ma è troppo ansiosa e svuotata per trovarlo.

4. Lui/lei si sente fuori, la perdita del lavoro è certa e i tempi sono definiti, al di là di ambiguità formali (vedi varie forme di CIGS, contratti di solidarietà, part time). La paura del nuovo, senza avere nessun orizzonte di previsione, lo/la paralizza. Tutto sembra impossibile e il mondo esterno è estraneo; si teme per le relazioni fuori il lavoro, familiari, sociali. Si fa molta fatica a pensare e cercare chi ci possa aiutare.

5. Ormai è fuori, il rapporto con l’impresa è chiuso, una cruda verità dura da accettare. Si rivolge ai conoscenti che aveva in azienda, agli amici e ha solo risposte che aumentano il suo senso di vuoto, la paura di non trovare soluzioni. Intorno a sé tante parole di comprensione, persino compassione, ma pochissima concretezza. Il conto economico immediato non è quasi mai grave, ma lo vede peggiorare nel futuro prossimo se non otterrà un nuovo lavoro. Entra nel panico e sente che quasi tutto quello che fa è sbagliato e non capisce il perchè.


Nel mio lavoro in Career Counseling, uno degli esercizi che per lungo tempo ho proposto a chi si rivolgeva a noi per essere aiutato era quello di immaginarsi tra 5 anni e di descrivere la propria posizione, entrando anche nei dettagli materiali del suo posto di lavoro ideale. Il risultato che volevo ottenere era di comprendere meglio le sue aspirazioni, di fargliele materializzare e sollecitarlo a definirsi un target positivo e piacevole per il lungo termine.
Oggi le condizioni esterne sono molto cambiate, ma la sostanza dell’esercizio rimane la stessa e ti suggerisco, se ne senti il bisogno, di farlo riducendo solo il tempo a 18/24 mesi. Il suo significato è diverso, ma molto utile nella realtà odierna.
Verranno fuori elementi importanti della carriera, parte dello stile di vita, che possono aiutarti a sostenerne la continuità.
Se li tieni presenti nelle scelte che dovrai fare, riuscirai a governare la casualità dei fatti, a ricondurre anche le negatività che sei obbligato ad accettare in una direzione di senso che ti può aiutare ad uscire dai problemi che stai vivendo.
Molte altre cose devono essere fatte in questi casi, tutte importanti, ma questa mi sembra in termini costi/risultati quella che mi sento di consigliarti subito.
Nelle prossime settimane, avremo modo di approfondire assieme altri aspetti e metodologie utili per allargare il proprio orizzonte di previsione e ridare continuità alla propria carriera.

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