Lo tsunami prossimo futuro

disoccupazione-giovanile

Tempo di lettura: 3 minuti

Voglio tornare sul tema della disoccupazione giovanile, dove si è detto quasi tutto e si è fatto pochissimo. Cercherò di dare un contributo per eliminare il “quasi” e provo ad impegnarmi a mettere in gioco qualcosa sul “pochissimo”.
Una premessa, la questione giovanile tocca al momento, sul piano economico e di decorosa sopravvivenza, più i genitori, i nonni, piuttosto che le varie “postboomer generations”. Questo per una somma di ragioni:
• Sono legati da vincoli e affetti
• I giovani sono un costo crescente, che ricade sulle loro spalle, infatti la quasi totalità dei giovani che hanno un lavoro dichiara di non avere entrate sufficienti, il restante, circa il 40%, non lavora
• I giovani sono un’assicurazione sul loro futuro di cui desidererebbero moltissimo bloccarne la svalutazione (“ho faticato una vita per permettergli di laurearsi, ma quando sarò vecchio mi aiuterà”)
• Le entrate previdenziali di oggi pagano le pensioni maturate ieri, non quelle che saranno erogate domani
• Se i versamenti previdenziali sono ridotti, oltre far maturare poco chi li paga, non creano cassa per quelle già in erogazione
• Sono anche una metafora utile per mettere a fuoco tutta le negatività dell’attuale situazione occupazionale compreso le ancor più pesanti ricadute sul domani
• I giovani laureati sono il cluster più penalizzato, con il più alto tasso di disoccupazione, precarietà e sovra qualificazione che comporta una penalizzazione futura sul tempo di raggiungimento di un lavoro stabile (più di 4 anni)
• I manager (sicuramente nella generazione dei padri) che hanno perso o rischiano di perdere il proprio lavoro e che hanno accettato demansionamenti o lavori meno qualificati, perdono il proprio valore
Il vero disastro l’avremo tra qualche anno, quando risulterà evidente che in Italia la parte più importante della popolazione attiva avrà una scarsa identità professionale.
Si dice che l’identità professionale dipenda da quella individuale. La mia esperienza è che nell’età adulta e per essere realmente adulti, sia l’identità professionale a “guidare le danze”, quindi possiamo comprendere tutta la portata del rischio collettivo ed individuale che stiamo correndo.
Però ora sappiamo dove agire, cercare i correttivi e le azioni giuste.
L’identità deve essere unica, libera e flessibile.
Tornerò a parlare di questo argomento nei prossimi post per provare a dare qualche risposta in più, ben consapevole di non avere la verità in tasca, ma una serie di consigli che possono essere utili alla vostra continuità di carriera. Nel frattempo, vi lascio con questa splendida poesia della poetessa brasiliana Martha Medeiros, che in sé contiene già un prezioso consiglio.


Ode alla vita
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
(Martha Medeiros)

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