Curriculum Vitae: usi e costumi

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Ciascuno di noi ha una carta d’identità, chi lavora o vuole lavorare deve avere un curriculum vitae. Il CV non è un obbligo di legge, ma è come se lo fosse se vogliamo seriamente stare sul mercato.
Fin qui tutto è chiaro e inopinabile, le differenze cominciano con che tipo di CV e a che cosa serve.
Più esperienza hai e meno ti serve, meno incide sul tuo valore. Ovviamente deve essere ben fatto, ma vale per lo 0,01% sulla soluzione dei tuoi problemi di carriera. Come la carta d’identità o la patente deve permettere di riconoscerti. Una foto da “capellone” e con gli occhi allucinati non ti aiuta. Così nel CV o nel profilo social non solo l’eventuale foto, ma tutto il resto non deve dar l’idea di sciatto, disordinato e strano. Nel nostro caso, foto si o foto no? Per il profilo social SI! Nel CV in Italia per le persone mature te lo aspetti di meno, non è lì che farai la differenza, quindi meglio di NO!
Scarta il formato europeo, va bene per i concorsi pubblici, per le selezioni con migliaia di concorrenti, per quelle gare in cui non devi mai farti coinvolgere. Per te con esperienza ed anni è una partita persa in partenza, quindi non giocarla, per cui formato europeo NO!
Le ultime esperienze lavorative all’inizio del resoconto poi le altre in ordine cronologico. Cosa inserire in ogni esperienza? Il ruolo, il suo significato in termini di governance e un accenno, dove possibile, a competenze utilizzate, significative per il tuo valore.
Il CV è ben fatto se non intralcia il racconto che tu dovrai narrare nei colloqui e meglio ancora se è una guida ben fatta. Non pensare di poter elencare tutto quello che potrai dire nel colloquio (non è il CV il giusto contenitore) e nemmeno che valga una volta per tutte.
Nelle 15/20 aziende in cui ti giocherai la nuova partita avrai bisogno di CV simili, ma nessuno uguale all’altro. Quindi la base che prepari deve essere aperta alla modifica volta per volta.
In questo modo il CV aiuterà la tua ricerca e sarà sempre attuale per chi dovrà leggerlo.
Queste regole possono essere applicate ad un massimo di 20 realtà, oltre diventa impossibile. Ma solo per questa strada si può avere successo nel mercato del lavoro di oggi. Il compito non è impossibile, basta seguire un sistema.
In questo sistema il CV ha la sua parte e altre azioni devono essere fatte, ma tutte devono essere integrate.
Di questo sistema parleremo la prossima puntata. Sembra ci si debba coprire.
Buon weekend!

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