Carriera e fusioni

Brand-Strategy-Mergers-Acquisitions.jpg

 

Merger & Acquisition. Sono eventi sempre più presenti nella realtà italiana. Queste non riguardano soltanto le grandi imprese, ma tutte le classi d’azienda.

Alcuni autori hanno pubblicato “Pmi e M&A, una strada sicura per la crescita”. In ogni caso quello delle M&A è una realtà in forte crescita rispetto agli anni precedenti. Nel 2014 sono state 534, il 2% del fatturato totale mondo (fonte KPMG).  Se valutiamo le M&A un fattore di dinamicità per restare nel mercato globale e consideriamo che il nostro PIL è poco meno del 4% mondo, è ragionevole ritenere questa nicchia di attività interessante e in sviluppo quasi obbligato.

Diverse persone hanno visto la loro carriera messa a dura prova o peggio interrotta da queste operazioni.

L’80% delle fusioni falliscono (fonte Methodos).

Le ragioni di questi disastri sono da ricercarsi, in ultima analisi, nei temi legati all’individuo, nella “comunicazione dall’alto” e nell’assenza di “condivisione”.

Ricostruire la propria carriera in questo tipo di mercato è possibile, specialmente se si sono maturate esperienze simili, positive o negative che siano, da trasformare in valore al futuro. Le proprie competenze tecniche concorrono al posizionamento corretto, ma è quanto si è imparato ed elaborato dalla propria storia di quel periodo a garantire il valore futuro.

Problemi di comunicazione, che s’incagliano di fronte a sovrapposizioni, percorsi up-down mal gestiti, difesa di illusorie posizioni di rendita, resistenza e mancanza di leadership del cambiamento, sono alla base di questi fallimenti.

Quando si decide un M&A si dovrebbero fare 2 due diligence e non una: all’azienda che vuole  acquistare  e a quella che vuole vendere. La prima è sicuramente la più importante, visti i dati dei fallimenti.

Le imprese che dovranno espandersi per acquisizioni saranno sempre di più nel mercato italiano, come pure quelle che dovranno essere acquisite. E’ questa un’opportunità per chi si vuole dare una diversa Continuità di Carriera.

Nel nostro sistema, nella sezione “SELEZIONARE LE AZIENDE A CUI FARE L’OFFERTA”, le società coinvolgibili nei processi di M&A stanno diventando sempre più numerose. Più del 50% hanno, tra la prima o seconda scelta, quella di M&A. Troppo per non prenderla in debita considerazione.

Avanti a gran carriera!

Annunci

Pesci e carriere

fish2

 

Il mondo da cui arriviamo poteva essere così descritto: “il pesce grosso mangia il pesce piccolo”. Per decenni abbiamo assistito ad acquisizioni, al protagonismo delle grandi aziende, che sono diventate corporation e poi multinazionali. Hanno anticipato la globalizzazione, ma non hanno previsto il cambiamento del paradigma. Oggi è chiaro che “il pesce veloce mangia il pesce lento”.

La grande dimensione serve, ma non garantisce più nulla. La sicurezza, la continuità, la buona retribuzione, la carriera, tutto è incerto. Anche quando sono definiti da accordi, contratti consuetudini questi possono essere messi in discussione in poco tempo.

E’ un’ironia amara, il “tempo indeterminato” è sempre più indefinito. Se riflettiamo, produce più guasti di quanti ne eviti. Anestetizza, ti fa passare la giornata, ma ti espropria il futuro.

Se nel tuo futuro  c’è il lavoro come dimensione importante della vita il danno maggiore ti riguarda.

Ricostruire la tua carriera, ripartire richiede tra l’altro una scelta di organizzazioni a cui fare la propria offerta. Pesce lento o pesce veloce? È uno dei criteri di scelta.

Se il tuo valore è adatto alla soluzione di problematicità interne e hai un posizionamento, che contiene stanzialità, indifferenza all’ansia e trasmissione di sicurezza, anche il pesce lento è il tuo target. Devi essere sicuro della tua carriera e meglio se hai qualcuno che se ne occupa per te.

Il pesce veloce è invece per un valore al futuro, il posizionamento è  tutto concentrato sull’espansione. Valore e posizionamento devono rispondere a forte dinamicità, curiosità del nuovo e esaltazione nella competizione. La carriera può essere interna, è possibile che tu abbia più problemi logistici che di network.

Azienda grande o PMI, lenta o veloce  per la Continuità di Carriera con il sistema CC Global sono indifferenti, quello che conta è il proprio valore al futuro e il posizionamento scelto. Prendere una strada o un’altra è una liberalità che chi sceglie questo sistema si può permettere. Caratteristiche e vincoli esterni del periodo non sono più un condizionamento, ma si può decidere o meno se trasformarle in opportunità . Tutto questo non è una magia, ma il risultato di un duro e costoso lavoro passato per costruire il sistema e di un impegno intenso anche se breve di oggi per raggiungere velocemente il primo di tanti altri risultati.

Buona Pasqua di cuore e…A Gran Carriera!

 

PS: ho sentito parlare di Pesce Lento e Pesce Veloce diversi anni fa da Bob, un rockettaro canadese genio del marketing, allora in Iveco. A lui un grazie e un forte abbraccio.

7 mosse per ricostruire la tua carriera

the-future

 

La carriera è sempre più centrale nella vita delle persone.  La sua importanza non è più un fatto interno, che riguarda la propria sfera personale, ma si espande all’intero agire nel mercato del lavoro.

Il valore di ciascuno è connesso al suo posizionamento. Il posizionamento è anche l’altra faccia della carriera in quel momento dato.

Ricostruire la carriera, come la intendo e come è efficace, è insieme un percorso “tecnico” e un obiettivo strategico per un’identità professionale che segua e cerchi di anticipare la realtà che viviamo, che garantisca sicurezza e appagamento e che concorra alla realizzazione dello stile di vita cercato.

Ogni azione che indico è più una sezione, fatta di attività da farsi con metodo, impegno e, se si è da soli, con un pizzico di creatività.

RACCOGLIERE LE ESPERIENZE, CONOSCENZE, COMPETENZE

  • Scegli quelle che ritieni più interessanti, indipendentemente dal tempo. Interessanti, perché te le ritrovi in vari momenti della tua vita lavorativa e sociale e sono per te consolidate
  • Ordinale secondo logica del bilancio delle competenze
  • Usa lo strumento delle realizzazioni

TRASFORMARE LA STORIA LAVORATIVA IN VALORE FUTURO

  • Preparati in quelle parti di te che possono far parte di quanto porti nel futuro
  • Lega le tue storie, come potresti raccontare esperienze/realizzazioni, competenze e conoscenze, a situazioni future che vorresti ritrovare
  • Aiutati leggendo sia previsioni degli esperti negli ambiti che possono riguardarti, sia ripensando la tua realtà di oggi

RIFLETTERE SU CONDIZIONAMENTI E PROPRI COMPROMESSI

La vita lavorativa deve tener conto di tutti gli altri nostri aspetti, degli equilibri, compromessi e le relazioni che viviamo. Cambiarli è possibile, ma ricostruire la carriera deve appoggiarsi ad un life balance positivo

DEFINIRE IL POSIZIONAMENTO

  • Il valore futuro ti dà il moltiplicatore da apportare alla tua attuale situazione
  • Condizionamenti e compromessi non incidono sul posizionamento, rendono solo più complessa la ripartenza
  • Il mercato non riconosce parametri diversi da quelli lavorativi, quindi  retrocedere dal proprio valore  per ragioni extra lavorative complica  e preclude il successo del percorso

PREPARARE L’OFFERTA AL MERCATO

  • Rivedi il curriculum vitae e lettera di presentazione per ottenere il miglior risultato in linea con usi e costumi odierni
  • Raccogli il tuo network, riorganizzalo in funzione del posizionamento voluto
  • Usa i social e, se come spesso accade sei insufficiente, alza sia l’intensità che il livello della tua presenza

SELEZIONARE  LE  AZIENDE A CUI FARE L’OFFERTA

  • Scegli i criteri di selezione in base a posizionamento, valore futuro, condizionamenti e compromessi
  • Parti da un numero più grande (non meno di 50) e riduci (non più di 20) il numero delle tue aziende target
  • Preparati alla caccia di ciascuna azienda  per acquisire con un criterio a tutto campo più informazioni possibili. Sii creativo e non preoccuparti di usare tutte le astuzie del cacciatore

RIPARTIRE CON LA NUOVA OCCUPAZIONE

  • Contratta gli elementi di misura del tuo valore e quelli di supporto, per evitare incidenti di percorso; il tuo agire futuro deve essere discusso previsto e condiviso dall’azienda
  • Continua la tua attività sui social e trova il modo d’intensificarla.
  • Il tuo agire deve passare da monodirezionale, per l’azienda, a bidirezionale, per l’azienda e per te stesso

 

Per questo percorso servono 2 mesi più il ripartire con una nuova occupazione. Se la tua guida governa questo sistema e se lo segui con impegno il tempo può essere molto vicino ai 2mesi. La fortuna (il famoso “management by providence”) conta, ma non è governabile.

Buon lavoro e…..A Gran Carriera!

Un nuovo e capiente mercato del lavoro per te!

smh

 

Il mercato del lavoro attuale piace sempre meno a chi lo frequenta. Le aziende dell’offerta sono poche e sono insoddisfatte dei risultati. Anche le medie imprese, non solo le corporation, si muovono in autonomia in una sorta di km 0: “vuoi lavorare con me, mandami il tuo cv”. Ormai, anche nei profili executive, ci si muove sui canali social.

Negli USA il 35% delle 500 imprese della classifica Fortune (2014) ha un canale Twitter dedicato alla selezione del personale. Sempre su Twitter  quasi 79 milioni di ricerche di lavoro nel 2015, non male per un solo canale! Sempre negli USA il 90% dei recruiter (free o captive che siano) usano Google per fare ricerca sui candidati. Senza parlare di LinkedIn, social network specializzato, che merita un capitolo a parte.

Gli Stati Uniti sono così lontani? Non credo proprio!

Le persone, la domanda, sono profondamente deluse, depresse dai risultati delle loro ricerche. Che siano executive o operai hanno una soddisfazione minima, per non dire nulla, delle loro aspettative. Ci sta che siano poco preparati a muoversi nelle regole e nei percorsi del mercato, ma questo è solo una parte ridotta del problema. La “Grande Crisi” per il lavoro in Italia non è ancora finita (verissimo), ma ancora per quanto tempo potremmo nasconderci dietro questo, che se ripetuto troppe volte diventa un alibi? Per poco!

Ma le persone hanno altre potenzialità, possono concorrere, farlo il mercato e non solo subirlo. L’offerta delle aziende è poca, ma i bisogni inespressi sono 50/100 volte superiori. Le grandi imprese, nella loro presunzione, credono di avere le idee chiare su dove andare e quindi sulle pochissime eventuali assunzioni, mentre sbandano sugli esuberi. Non vi sembra strano?!

Per fortuna le PMI, spina dorsale dell’economia italiana, dubbi, perplessità e incertezze ne hanno. Aiutarle a risolverli non è solo un tema da consulenti, è il centro del nuovo mercato del lavoro.

Le persone che cercano un diverso lavoro, perché non sono più soddisfatte, o quelle che necessitano un nuovo lavoro perché l’hanno “perso” ma capiscono che non è un lavoro qualsiasi la soluzione del loro problema (e persino coloro che possiedono solo competenza e conoscenza) hanno un valore, quasi sempre nascosto.

Sono queste le persone che fanno mercato.

Contro la decadenza del lavoro, creiamo valore!

jobpostit

Decidere o essere obbligati a cercar lavoro oggi in Italia ha le caratteristiche della Via Crucis, Via Dolorosa.

Moltissima concorrenza, poca offerta, attenta oltre misura al prezzo. Questo stato delle cose non favorisce nessuno: esclude tutti coloro che hanno esperienze importanti, maturate negli anni, rende umiliante il percorso per i più giovani frammentando continuamente la propria carriera professionale.

Le persone con più anni di servizio sono obbligate ad accettare posizioni chiaramente al ribasso, non solo nella retribuzione. E quando raramente avviene, devono ringraziare sempre qualcuno, per ripartire con la sola non esaltante motivazione: “devo ritenermi fortunato, almeno un lavoro ce l’ho!”.

Anche tra i “millenials”, i talenti, ce ne sono più di quanti si possa credere, hanno frenata la loro carriera e la loro possibilità di vivere esperienze produttive da questa decadenza del mondo del lavoro.

In realtà anche le imprese si trovano nella stessa situazione. Affrontano la competizione globale e la sua imprevedibilità accettando, come inevitabili, aspetti che non lo sono e che il subire apre a futuri drammatici: chiusure e ridimensionamenti per loro e impoverimento e altra disoccupazione per la collettività.

La competizione sul prezzo non è alla nostra portata, quella sul valore si!

Il valore sta nella persona, sia singola, che insieme (impresa).

Non c’è concorrenza nel valore, è solo posizionamento.

Il valore non è conoscenza, capacità, competenza, esperienza, ma si basa su questi 4 elementi.

Conoscenza, capacità, competenza, esperienza nascono nel passato e, se ben posizionati, diventano futuro.

Ripartiamo dal futuro abbiamo moltissimo da spendere, ma anche molto da rivedere e imparare. Facciamo troppi errori, perché sbagliamo il posizionamento.

Come persone e come aziende, giovani e più anziani, più o meno talentuosi siamo troppo concentrati su noi stessi, sui nostri prodotti, troppo poco su come gli altri interpretano, utilizzano, possono arricchirsi, risolvere i loro problemi con il nostro valore di persona e d’impresa.

Nel nostro micromondo c’è troppa perdente competizione e troppo poca vincente condivisione.

Aver tanta esperienza può voler dire avere tanto valore.

Avere tanto futuro e buone conoscenze può voler dire avere un buon valore di partenza.

Avere un buon prodotto e l’umiltà per imparare il necessario può voler dire tanto successo.

Qualunque sia il presente, il nostro futuro sarà migliore.

Devi cambiare la tua idea di lavoro!

 

change

 

La carriera nella storia che ho attraversato nei miei 71 anni ha assunto differenti facce e pesi.

 
Nel periodo successivo alla fine della guerra carriera era prevalentemente “mestiere”. Il suo percorso era conosciuto e molto lungo: potevi diventare operaio provetto solo dopo 12/15 anni, panettiere dopo 8 /10, contabile dopo 20 anni. La stabilità era assoluta e la variabilità inesistente. Comunque saresti vissuto nello stesso quartiere, lavorato nella stessa azienda o negozio. La disponibilità di merci sul mercato, vista con gli occhi di oggi, era scarsa, sia come quantità che varietà. Il reddito anche per chi acquisiva il “mestiere” non sarebbe cresciuto molto e comunque non c’erano status symbol che lo rappresentasse. La mobilità sociale, una rarità.

 
Il boom economico iniziato alla fine degli anni 50 cambiò lo scenario; fu il tempo del prodotto e delle produzioni di massa, della mitica migrazione dalla campagna alle grandi città, dal sud al nord. La carriera perse parte del suo connotato di mestiere e cominciò a riguardare anche le competenze di governance. Rimase comunque un fenomeno limitato fino agli inizi degli anni 70.

 
Tutti gli anni 70 furono il periodo dei diritti collettivi, quelli che oggi chiamiamo “acquisiti”: pensioni, salari, sanità e istruzione. La scuola di massa produsse una generazione ambiziosa e pronta ad occupare non solo la nuova fascia intermedia di governo delle aziende, ma vogliosa di ribaltare tutto. La crescita generale continuò con sporadiche crisi. La carriera assunse allora connotazioni non positive – carrierista – che sono sopravvissute fino a pochissimo tempo fa. La mobilità sociale cominciò a crescere. La presenza pubblica calò nell’industria, ma crebbe in particolare a livello locale.

 
Gli anni a seguire furono gli anni del consumismo sfrenato, della “Milano da bere”. Il mercato offriva prodotti in abbondanza, di provenienza sempre più globale. Il lavoro continuava ad essere influenzato da vincoli e regole dei periodi precedenti, che diventavano sempre meno adeguate al bisogno sia delle imprese che dei cittadini lavoratori. La realtà economica cominciava a deteriorarsi, ma vuoi per i processi di delocalizzazione, che creavano grosse problematicità per le fasce di massa del lavoro, ma richiedevano duplicazioni di funzioni nelle aree tecniche e gestionali, i segnali di pericolo vennero sottovalutati. L’importanza oggettiva della carriera nel percorso professionale cresceva, ma non se ne vedeva l’importanza nel mantenimento della ricchezza del nostro Paese. Era prevalente la convinzione di tutti, che in fondo quello che si temeva, da noi non poteva succedere e in qualche modo tutto si sarebbe aggiustato.

 
Poi è arrivata la crisi generale del mondo ricco, che ha annichilito tutte le economie, Italia in particolare (ricordiamoci lo “spread”). Fino alla metà del 2015 il nostro paese arretrava senza alcun serio tentativo di reazione. Oggi ci troviamo con qualche dato moderatamente positivo, ma perdura la sofferenza nel mercato del lavoro. Il periodo ha provocato grossi arretramenti evidentissimi nella classe media anche del lavoro. Carriera, come termine, è stato finalmente sdoganato, anche se molti la pensano non praticabile oggi.
Invece oggi valore e carriera sono l’unica soluzione per far ripartire il proprio percorso professionale, per catturare la positività e non le negatività dei cambiamenti del mercato del lavoro.

 

 
Esperienza, rigenerata nel futuro, ti garantisce continuità e sicurezza, che le imprese non sono più certe di assicurarti.
Questo è anche l’unico modo produttivo per non subire un mercato visibile fatto solo di pochissima offerta per di più al ribasso.
Mettere insieme esperienza, valore, continuità e sicurezza è un compito che possiamo affrontare insieme.
Gli spazi professionali sono garantiti, purchè trattati con il sistema giusto. Abbattersi e stare fermi non serve e fa male.
Sono a tua disposizione per coinvolgerti nella tua strategia di carriera.

 

 

Nel frattempo, buon weekend!

W le DONNE!

mimose

 

Oggi è la festa delle donne. Non sono un festaiolo, ma W le Donne si, perchè credo in loro, perché spero in loro. Per tutti noi, per il nostro e mio futuro.

Oggi non sono in grado di scrivere e non è giusto che scriva. Venerdì 11 farò il mio compito.

Ho chiesto a Tania Margiotta, medico, psicoterapeuta, filosofo della mente, che ci ha aiutato e che ancora ci aiuta a trovare una strada nuova per andare oltre alle difficoltà del quotidiano del lavoro di tutti, di scrivere a me e a tutti voi che leggete.

Grazie Tania , grazie a tutte le Donne!


CHE COSA ABBIAMO ANCORA DA FARE, ORA?

 

Negli ultimi cinquant’anni abbiamo fatto molto, moltissimo: acquisito la licenza di parlare in pubblico, di dire ciò che pensiamo (ed eventualmente essere ascoltate), di portare i pantaloni o la minigonna (per come ci va), di scegliere professioni prestigiose, di guidare mezzi di trasporto ed anche masse di persone adulte.

Ad un certo punto della vicenda storica che ha attraversato gli esseri umani, noi donne occidentali abbiamo aperto le porte ai mondi del sociale.
Non più solo nell’Oikos, dietro le quinte del mondo, ma nella Polis, là dove le cose accadono e la mente si forma.

L’estensione delle nostre possibilità è stata molto rapida: dopo millenni di stasi in pressochè tutte le culture, siamo improvvisamente entrate irrompendo sul palcoscenico della vita, invadendo le scene che erano state popolate soltanto da uomini.

Cultura per uomini, scienze per uomini, giurisdizione, arte, commerci, politica, movimenti di popoli…i mondi degli uomini sono stati mondi di conoscenza, non soltanto di lotte.
La donna della Nostra Storia per conoscere ha dovuto invece farsi strega o maga; perché sempre nascosto, occulto doveva essere il suo potere.

Abbiamo attraversato un percorso arduo, di non immediata comprensione e realizzazione, fatto di logiche anguste, silenzi obbligati e verità dissimulate. Siamo state costrette –dalle circostanze- ad avere una mente mimetica per poter pesare sul mondo.

Ora in molti se ne accorgono.
Che possiamo dare, pure noi, al mondo, qualcosa.

Bene.
Da qui partiamo, perché il nostro viaggio è appena cominciato. E da questa trama di significati di Noi, antichi e recenti, vogliamo capire che cosa sia meglio fare.

Ora, come direbbe un antico saggio orientale, dobbiamo unire l’uno e il molteplice, allineare il dentro con il fuori, raccogliere il centro nella periferia.

Non sono metafore d’effetto, ma modi d’essere compartecipi del mondo.

Ora che abbiamo imparato-a-fare-tutto, ci tocca ri-fare-tutto, ma con un senso nuovo.

La situazione estrema in cui nessuna donna ancora può essere immaginata è quella di compiere e condurre il proprio viaggio.

Nessuna donna è mai stata raffigurata come colei che cammina e si ferma, che ha percorso la sua strada e sceglie la successiva, che sa stare anche da sola senz’ansia, come chi è tranquillo, perché ha conquistato qualcosa.
Ancora nessuno di noi può realmente pensare a una donna così, senza fraintenderla e pensarla pazza o puttana.

L’operazione da compiere non è più lottare e invadere spazi, l’operazione è saperci stare, in quegli spazi.
Questa è la vera conquista di oggi.
Attraversare davvero gli spazi per riconoscerne le qualità e le regole.
Fermarsi, scegliere e ripartire.

Ripartiamo sì, a Gran Carriera, come direbbe Mario Piccoli, ma smettiamo di temere i cambi di rotta.

Condurre, fermarsi, scegliere e ripartire.
È un’operazione mentale di un attimo che può durare però tutta una vita.

Buon viaggio, a tutte noi!
Tania Margiotta

O lavoro improbabile, o carriera SUBITO!

career-change

Cercare lavoro è sempre più difficile, trovarlo è improbabile, un evento raro da festeggiare!
Questa realtà non riguarda solo i giovani o le persone mature, coinvolge tutti. Se poi pensiamo alla qualità di questi lavori, il quadro si fa ancora più triste.
Frammentazioni e forme contrattuali senza futuro per i giovani, cambiamenti per decisioni altrui per i più esperienziati e avanti negli anni, in posti sempre meno sicuri e quasi sempre con condizioni e contenuti professionali peggiori.
Sviluppare carriera, con il suo valore intrinseco di solutore di problemi, cambia il paradigma. L’interlocutore è immediatamente attento e, più alto è il ruolo (fino all’imprenditore), più alto è l’interesse.
Per questa strada, seguendo un sistema molto articolato,  arrivi al risultato cercato in tempi molto più brevi e con contenuti che sono quelli che decidi tu e nessun altro.
Questo sistema è anche molto più efficiente nel contatto con le aziende.

Riporto il parere della Dott.ssa Persico, che da circa 10 anni svolge attività di scouting aziendale per le persone:

“Ho verificato che se presento valore professionale e carriere risolutrici di problemi, ho un interesse e una risposta 20 volte superiore della presentazione anche ragionata del CV della stessa persona.”

Un altro aspetto pericoloso per le professionalità alte e medio alte che solo offrendo valore in ottica di carriera si può evitare, è la progressiva perdita di competitività nel mercato.
Questo non deriva dall’età o da sfortuna, ma solo dall’aver scelto il sistema sbagliato per posizionarsi. Così oltre a dover competere al ribasso, rischi di non fare esperienze interessanti, mettendo a rischio il tuo valore per il futuro. Il futuro per tutti quelli che lo vogliono veramente!
Prepararsi richiede impegno e accettazione del nuovo. Bisogna lasciarsi guidare da esperti. Non aver paura di “ritornare a scuola”.
E’ anche molto importante rivedere tutte le convinzioni e certezze che si hanno sul mercato del lavoro, facendo una scelta, meglio se aiutati, tra quello che ancora ci serve, quello che è inutile e quello che è dannoso.

Il tempo per decidere non è infinito. Venerdì è un buon giorno per farlo.

 
Vi auguro un buon weekend!

 

La tua carriera è la tua fortuna. Se la cerchi!

Social_Selling

 

Nel mondo che abbiamo vissuto fino ad oggi nessuno ha mai sentito il bisogno di avere un SISTEMA per vendersi al meglio sul mercato del lavoro.
C’erano le offerte e si è sempre pensato che il vero problema fosse conoscerle. In Italia molte centinaia di milioni sono stati spesi inutilmente per far incrociare domanda e offerta. Alcuni si sono arricchiti, ma non la domanda e nemmeno l’offerta.
Eppure si continua a pensare che basta essere disponibile, avere un CV dignitoso, inviarlo al maggior numero di aziende (l’offerta) e aspettare.
Oppure, la moda del momento, sei su Linkedin ed il colloquio e il recruiting sono assicurati!
Si comincia convinti che qualcuno abbia bisogno di noi, poi dopo nessun risultato e pochi educati “..la terremo in considerazione” scattano le prime ansie, si inizia a credere di non contare nulla, a sentirsi disperatamente soli e senza speranze.
Però diversi hanno capito che il problema è un altro:  chi domanda non ha un sistema per vendersi.

Ancora una questione essenziale da dirimere: cosa vendere, un valore o un prezzo? Se vendi prezzo, accetti di essere merce, di essere messo in concorrenza con tutti i prezzi più bassi, che oggi nel mercato del lavoro abbondano!
Se offri valore, la prospettiva cambia radicalmente. Non ci può essere concorrenza, solo più valore. Ma questa è una situazione accettabile, al massimo dovrai riflettere sul tuo posizionamento.
Ultimo, una scelta tua, che solo apparentemente rimane al tuo interno, cerchi un nuovo posto di lavoro o una tua continuità di carriera? Il senso comune ci dice tutti e due.
No, sono incompatibili: il posto di lavoro ti risucchia verso il recruiting, la spirale infernale per te del prezzo, con la carriera ti disponi sul valore.
Tutto questo è la parte fondante del SISTEMA, che ti guida a risolvere il tuo problema più urgente e a ripartire nella tua carriera.

Cerca chi ti possa aiutare a rendere questo percorso il più breve possibile ed avrai bisogno di molto impegno e di un poco di “management by providence”.
Good luck!