Il lavoro ha bisogno degli Over 50!

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Mentre la politica si prepara, per l’ennesima volta, ad aggiungere complicazioni alle già complesse problematiche del nostro Paese, noi rimaniamo con le nostre emergenze.

Ripresa e occupazione  restano “missing in action”.

Fino ad oggi continuiamo a pensare che la disoccupazione giovanile abbia raggiunto livelli critici, e pensiamo bene, avvicinandoci a scenari simili a quelli dei paesi nordafricani a noi prossimi.

In più il futuro economico della maggioranza degli italiani, io tra questi, dipende dalle pensioni. E se i contributi pensionistici versati oggi sono ridotti, per le ragioni che tutti conosciamo, l’erogazione quotidiana delle nostre pensioni, pur avendone il sacrosanto diritto, è a rischio.

Le due teoriche strade possibili sono: aumentare l’età del pensionamento e ridurre il carico economico delle nuove pensioni.

Fatto questo (e già siamo avanti nel percorso!), perché non trovare il modo d’incentivare l’uscita dei “prossimi” alla pensione? E forse è meglio “restare insensibili” al taglio dei over 50, che sta avvenendo in Italia.

Il tutto sembra essere una soluzione non dichiarata del “buon senso comune” e anche di alcune intenzioni delle politiche del lavoro (vedi favorire il part time per coloro che sono vicini alla pensione in funzione di un atterraggio morbido).

Se sostituisco un over con un under, avrei una riduzione dei contributi pensionistici.

Ma, parodiando l’incolpevole signore di  Lapalisse aiutato dall’anonimo veronese “l’è peso el tacon del buso”: l’uscita dal mercato degli over 50 è negativa. Anzi più perdiamo esperienza, cioè over 50, meno possibilità avremo di favorire l’inserimento di giovani.

Tutto possiamo chiedere ai giovani, meno che l’esperienza. Hanno competenze interessanti, che devono essere guidate e favorite nel loro svilupparsi. Senza questo essi diventano un peso e in più non crescono.

Più giovani devono entrare al lavoro, più abbiamo bisogno di over 50. Questo mix è la formula perfetta del nostro paese: aumenta il valore della prestazione aziendale, allarga la possibilità di offerta, abbassa il costo, incrementa la velocità della risposta.

Più abbiamo over 50, più giovani entrano al lavoro. Con questi paradigmi dobbiamo ripensare tutto il nostro agire. Per primo, fare tutto il possibile per far rientrare al lavoro  quelli che ne sono usciti, non di loro volontà. La mia storia in CC Global è tutta concentrata su questo obiettivo. Per far questo e perché possa essere utile a tutti, over 50, giovani, impresa ci vuole un sistema, che, per prima, la persona esperienziata deve imparare.

Più siamo in grado aiutare gli over 50, meglio realizziamo il nostro compito!

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