Over 50, over 60…SU LA TESTA!

cranieri

 

A 64 anni si può vincere la Premier League. Il più importante campionato nazionale del mondo del calcio, il più ricco, quello frequentato dagli sceicchi e dai giocatori più forti. Si può vincerlo con una squadra che i bookmaker  londinesi a inizio campionato avevano quotato 1 a 5000. Claudio Ranieri, classe 1951, con l’etichetta di “zero tituli”, affibiatagli da quel simpaticone di Mourinho, è il coach della numero 1 d’Inghilterra.

Faccio outing, sono del Toro e considerato il trascorso juventino di Ranieri non posso essere tacciato di piaggeria con tutti questi complimenti.

Cosa significa tutto questo? Che “la palla è rotonda e quindi può andare dove vuole”?

No. Significa solo competenza, sacrificio, esperienza, continuare a migliorarsi giorno dopo giorno e mai piangersi addosso.

Spesso mi trovo con clienti con profili e storie importanti, che non sanno più muoversi. Che crollano al primo insuccesso, che si sono dimenticati come hanno costruito la loro crescita. A volte mi viene il dubbio che si accontenterebbero di poter ritornare al passato, di mantenere la posizione di allora. Questo non può succedere,  non solo perché il “passato è passato”, ma perché oggi quella opzione non esiste.

Oggi o sali o scendi. E se sei over, questa sì è l’ingiustizia, lo scendere è spesso un precipitare.

La conclusione sia emotiva che logica è che bisogna prepararsi per crescere. Non preoccuparsi di cosa “chiacchierano” gli altri.

Riprendere a crescere ad una certa età è molto interessante e alcune ricerche ci dicono essere pure “vitaminico”.  Il lavoro, i suoi bisogni, non sono evoluzionisti. Sono legati ad un “hic et nunc” del quotidiano e hanno oggi orizzonti temporali molto più ristretti. Essere over oggi può trasformarsi in un’occasione. Una lettrice di un mio post precedente mi scrive “per 28 anni ho lavorato come [….], poi mi sono licenziata ed ora svolgo un lavoro che adoro”.

Parafrasando Claudio Ranieri potrebbe affermare: “la Grecia mi ha licenziato. Ora svolgo un lavoro che adoro e sono…felicissimo!”.

Auguri alla lettrice, a Ranieri e a tutti noi.

Avanti a Gran Carriera!

 

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Un pensiero su “Over 50, over 60…SU LA TESTA!

  1. Ranieri, persona che stimo come uomo, non era e non è un grande allenatore: quando ha avuto squadre importanti non ha vinto. Questo dice il suo CV. E’ un grande psicologo e motivatore ed è stato capace di tirare fuori il meglio da un gruppo che l’ha seguito in maniera coesa. La lezione di Ranieri è che l’occasione della vita puo’ (non deve) arrivare in qualunque momento.
    Il Leicester era una squadra formata da scarti di altre società. Ammettiamo che per vincere almeno 6/7 giocatori chiave abbiano avuto l’anno di grazia e ammettiamo che ciascuno di essi potesse fare una stagione fenomenale ogni 4 anni, gli altri tre anni dunque giocati al loro standard normale.La probabilità di avere tutti i giocatori chiave nell’anno di grazia è appunto circa 1/4000.
    Sono felice per Ranieri ma prendere per paradigma di qualcosa questa vicenda è molto illusorio: pescare il jolly capita una volta e non a tutti. Razionalmente cosa dovrebbe fare Ranieri adesso? Lasciare il Leicester da vincitore e non tentare nuovamente la sorte. La prossima stagione non può essere che da quindicesimo posto.

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