Colloquio di selezione: 3 regole per non fallire

Clinical_interview

 

Il colloquio di selezione rimane, anche nel “nuovo” del lavoro, il punto terminale, la finale olimpica, l’ultima gara per raggiungere il primo successo del tuo percorso futuro. Hai come avversari, non presenti, dei campioni almeno al par tuo.

Qui di seguito, vi suggerisco 3 regole per affrontare al meglio i colloqui di selezione:

 

Prima Regola

Chi ti sta facendo il colloquio non è il tuo avversario. Credere il contrario è dannoso per te, porta fuori strada e rischi di fallire e non avere nemmeno un’esperienza su cui riflettere ed imparare. Non sei lì per selezionarlo, né hai un mandato di “mistery client”.

Seconda Regola

La non presenza dei tuoi possibili concorrenti  è un elemento di difficoltà: non li vedi, non li conosci, non sai i loro punti deboli e la loro forza. Questo è vero solo in parte; se applichi un sistema conosci la tua azienda target, i suoi bisogni, da lì puoi cominciare a  dedurre le caratteristiche dei i possibili candidati.

Terza Regola   

Non cominciare ad avere paura dei probabili pregiudizi dell’altro. Non lasciare che questi entrino in te e diventino tuoi pregiudizi. Preparati ad improvvisare una sceneggiatura che li annulli. Usali per vendere tuoi altri valori.

 


 

Ora vi racconto una storia con persone, azienda, situazioni vere, avvenuta meno di un mese fa e per una parte ancora in corso.

Grande azienda, tra le più famose al mondo, brand che ti mette subito nell’oggi più futuro, ricerca soggetti per posizioni di middle manager.

Visto il tipo di società, l’approcciamo, come società, per capire  se ci sono preclusioni di età, e smentendo i nostri dubbi, non troviamo ostacoli.

Due nostri clienti, una donna e un uomo, pienamente over, hanno le competenze e la storia giusta per il ruolo. Facciamo il normale lavoro di preparazione, forse qualcosa di più, perché l’occasione è fortemente sfidante. Sfatare i pregiudizi, fare l’impossibile è la parte nascosta del nostro dna.

D’ora in avanti non identificherò più i 2 protagonisti, il servizio sta continuando per tutti e due e ciascuno dovrà essere accompagnato fino al successo e alla ripartenza della propria carriera

Anche la ricerca della grande azienda continua.

Valutazione  su curriculum vitae e intervista telefonica sono attraversati brillantemente.  Passano al secondo step, il colloquio di selezione.

Uno lo supera, l’altro no.

Normale, penserete.  Non tutte le ciambelle riescono con il buco.

No! “Il compito” del cliente è riuscire, il nostro non è consolare. Allora insieme scaviamo.

Ovviamente le posizioni rispondevano ai bisogni dell’azienda , una di queste aveva una location un poco scomoda. All’inizio del nostro servizio, nei compiti sul posizionamento della persona,   in generale questo era stato già discusso, affrontato e approvato. Nessuno dei due aveva vincoli insuperabili e pur di “ripartire” erano entrambi disponibili.

Poi, nella preparazione al colloquio, la posizione su cui ci eravamo concentrati era quella un “poco scomoda”. Avevamo anche affrontato il tema di come “bucare lo schermo” dentro un ambiente universalmente percepito “giovane”.

Quindi tutto era pronto. Perché uno è passato e l’altro no?

Scava, scava: uno era “entrato nella parte”, l’altro no. Tutti e due avevano paura di fallire e su nostro suggerimento avevano anche fisicamente “camminato dentro l’azienda” (in questo caso era possibile), uno si è dimenticato di essere “anziano”, ma l’altro si è fatto risucchiare da questo stereotipo.

Al colloquio uno ha venduto entusiasmo, l’altro ha lasciato intravedere sfumature di dubbi. Eppure tutti e due hanno competenze, storia e valore al futuro in abbondanza.

Per la cronaca, la selezione è continuata con uno step molto interessante (si vede che la funzione HR è ben presidiata), che ha ulteriormente “caricato” quello dei  nostri clienti rimasto in “gara”.

Quello che succederà ora non lo sappiamo.

Certamente il primo è ora più forte e ha avuto la “prova provata”, che l’età non è un blocco insuperabile. E’ anche in altre gare,  pur aspettando e sperando in questa “vittoria”.

Con il secondo siamo comunque andati avanti, perché abbiamo capito insieme, che non basta superare una paura al 99% e lavoriamo per guadagnarci anche l’1% mancante. E questo ci serve per proseguire con più serenità il cammino verso il risultato.

Per ora ho finito il racconto, ma necessita una morale. Concludo, anche per far felice un collega che ama gli aforismi, con:

“il successo non è frutto che si colga sull’albero del dubbio”

 

Auguri a tutti i protagonisti di questa storia, a tutti voi, a tutti noi.

Avanti a Gran Carriera!

 

 

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Un pensiero su “Colloquio di selezione: 3 regole per non fallire

  1. Ottime le tre regole. Sui dubbi confermo tutto. A me è capitato di aver perso l’occasione di lavorare come temporary manager per una grande multinazionale perchè il mio interlocutore aveva percepito in me il dubbio che quella scelta mi avrebbe precluso possibili offerte a tempo indeterminato nel periodo di servizio.
    Aggiungo solo questo: la motivazione a vincere la competizione per una posizione aperta cancella i dubbi.
    E’ come quando uno ha un colpo di fulmine per una bella donna: per avvicinarla e richiamarne l’attenzione e la benevolenza fa cose che normalmente non fa superando tutte le proprie timidezze.

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