La carriera è il primo problema del manager

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L’82% dei manager che cambiano posto di lavoro hanno un età che varia da 40 anni a 54.  E’ in questa fascia che si percepisce di più il disagio attuale: l’ansia del futuro.

Dopo 40 anni si cominciano ad incassare i primi dividendi delle buone scelte precedenti e si giocano tutte le carte per consolidare un percorso e renderlo progressivo.

E’ anche il periodo in cui hai un bisogno di reddito crescente e gli oneri familiari si trasformano. Occuparsi di un bimbo richiede stili di vita, quantità e qualità di risorse differenti,  piuttosto che accompagnare i figli nel loro percorso universitario. Un esempio: meno tempo, ma più denaro. Però in quest’età il percorso lavorativo affronta snodi decisivi, che non possono essere rinviati. Contemporaneamente la paura di sbagliare cresce; un errore a 30anni si recupera, è più facile ripartire e costa meno. Dopo i 50 anni la ripresa diventa molto articolata e onerosa.

In più fino a ieri quest’errore  si pagava, magari caro, ma era chiaro il costo e si poteva riallineare la propria vita con rinunce accettabili. Oggi questo non è più possibile e si teme che nel futuro le sue conseguenze possano essere pesanti con la certezza di ritrovarsi  in una situazione senza piani di riserva “precotti” (aspettare la pensione).

Ci si trova  schiacciati tra la convinzione che bisogna muoversi (fare scelte) e l’ansia di sbagliare (paura di conseguenze negative).

Non esistono oggi modelli validi per tutti  e quelli passati funzionano male o solo per alcuni settori. Ma, in questo caso, sono questi settori a non avere futuro, perché troppo chiusi al nuovo. I cambiamenti della nostra società, voluti o imposti poco importa, ci spingono ad una forte “individualizzazione”dei percorsi personali. Questo dato è confermato indirettamente dalla proliferazione delle offerte di coaching.

Ma queste hanno l’obiettivo di portare chiarezza e al massimo potenziare le competenze trasversali. Quando agisci per il raggiungimento del risultato ti senti troppo solo e questo può indebolire sulla tua forza per continuare.

Se si vuole avere certezza del successo e ridurre il disagio della solitudine si deve:

  1. Fare l’inventario delle proprie risorse professionali, verificabili nelle esperienze e nella storia vissuta, mettere in coerenza tutte rappresentazioni di sé, sia nel CV e nella lettera di presentazione, che nella online reputation
  2. Aggiungere una riflessione approfondita delle scelte di vita lavorativa per il futuro,
  3. Confrontarle con i ruoli e compiti nella vita familiare e garantirsi che non ci siano incompatibilità latenti
  4. Identificare una ventina di aziende target, che siano attinenti ai risultati dei primi tre punti
  5. Costruirsi un sistema per le fasi successive, che le colleghi tra loro e con i punti precedenti e che procedurizzi  le singole azioni
  6. Pianificare tutti gli aspetti della ricerca e prepararsi una modalità di contrattazione
  7. Tener conto di una continuità di prospettiva, utile per raccogliere anche i frutti tardivi del seminato precedente  e garante della certezza futura della propria

Agire in questo modo è laborioso, ma ne vale la pena.

Avanti a Gran Carriera!

 

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