Il colloquio di assunzione

alba

L’ho chiamato ASSUNZIONE e non selezione, perché dobbiamo evidenziare in modo netto il cambiamento che stiamo operando per ottenere i risultati nel mondo attuale.

Il bisogno di assumere delle imprese, per risolvere problemi di cui solo in parte possono dire di conoscere e di saperli governare in tutti i suoi aspetti e, elemento più importante, avere la certezza dal successo delle operazioni, è la base del colloquio d’assunzione.

Questo bisogno è 1000 volte più numeroso delle offerte di lavoro di questo mercato.

Il classico colloquio di selezione continua ad esistere nella forma attuale fino a che i social non saranno così organizzati per permettere di fare tutto senza presenze, solo con voci ed immagini. Nel modello ancora seguito, la selezione va ben oltre la short list. Quel cosiddetto colloquio di assunzione altro non è che un corollario della lettera d’impegnativa.

Infatti fino all’ultimo si è incerti. Non c’è azienda, direttori del personale, head hunter e persona che non abbiano dovuto gestire casi imbarazzanti di intoppi o rinunce.

Quello di cui vi parlo salta tutte le fasi e diventa un unicum, anche se è spesso diviso in 3 parti:

  1. Conoscenza dell’offerta (è attore il nostro cliente)
  2. Conoscenza dell’azienda (è attore il responsabile per l’azienda)
  3. Contrattazione del prezzo, in particolare la parte variabile (sono attori lo shareholder e il nostro cliente)

 

Nel colloquio d’assunzione il protagonista principale è il nostro cliente. E’ lui che offre il suo valore al futuro, quello che corrisponde alla soluzione di quei singoli  problemi che ha l’azienda, e solo in parte conosce, e quelli che paventano dover affrontare nel tempi successivi. Poi per rafforzare il risultato si presentano altri valori coerenti con le qualità e il modello organizzativo interno e i desideri di espansione dell’imprenditore.

In quel momento, quando si è ben preparati, nella 1° parte si stimola nell’altro un forte interesse sia economico ma rovesciato: “quanto ci posso guadagnare con lui”, che comportamentale: “mi potrò fidare di lui e di quello che dice?”. Il colloquio si sta incanalando nella giusta direzione. L’altro  è tutto concentrato nel disegnarsi un futuro negli argomenti esposti in cui il nostro cliente è presente.

Inizia la 2° parte, che spesso è la visita all’azienda che può prolungarsi anche tutto il giorno. E’ fondamentale ascoltare, ascoltare, ascoltare. Si memorizza tutto. Il giusto atteggiamento è l’umiltà unita alla curiosità. Attenzione all’eventuale pranzo, mai modificare il comportamento. Nel ringraziare alla fine si può comunicare la volontà, dopo una notte di riflessione di riprendere la chiaccherata.

La 3° parte è la contrattazione, che può cominciare con una riflessione sulla visita e, con il tatto dovuto iniziare, iniziare a descrivere i “primi 100 giorni” possibili. Se si è seguito alla lettera il sistema e si è sfruttato a dovere la visita ci sono tutti gli elementi per fare un buon “rendering” del possibile lavoro futuro. A quel punto il prezzo è una banalità.

Le opportunità di fare colloqui di assunzione diventano maggiori e, colloquio dopo colloquio, si diventa più preparati e il prossimo ha maggiori possibilità del precedente. Il successo si pensa che derivi dalla situazione più adatta a noi, vero solo in parte. Noi siamo più preparati a gestirli!

Buon weekend e Avanti a Gran Carriera!

PS: settimana prossima nelle news del sito di CC Global ci sarà un’intervista alla Dott.ssa Rossella Farina sui “primi 100 giorni”, non perdetevelo.

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