Un ringraziamento, una risposta, una proposta

“…..Sinceramente mi sono sempre domandato la ragione di un’apparente assenza di un interlocutore che provasse a reimpiegare persone con un percorso professionale già avviato…….. Ho pertanto letto all’inizio incredulo un paio di post del suo blog …… invece qualcosa si fa……….”

Ringrazio di cuore il lettore che mi ha scritto. Fare qualcosa di nuovo, anche partendo da considerazioni semplici, è complicato. Ricevere un riconoscimento fa molto piacere, aiuta a trovare le energie per smuovere montagne che sono le nostre e altrui abitudini e le debolezze che progressivamente si sono accumulate. Anche se non ne hai intenzione metti in discussione comportamenti consolidati tuoi e dei tuoi colleghi e proponi loro cambiamenti necessari, ma spesso non graditi.

Per lavorare con manager in attività per potenziare, sviluppare, cambiare il loro percorso, devi avere la consapevolezza della difficoltà che le persone  affrontano e sei debitore, oltre al metodo giusto, di andargli incontro con tempi e orari giusti. Non puoi sommare disagio a difficoltà.

La carriera è sempre meno un ambito aziendale e sempre più personale. Per ragioni oggettive tutte le energie di un’impresa sono finalizzate nel quotidiano, al massimo al futuro prossimo. Gli investimenti di lungo periodo sono visti con sospetto, anche  quelli nella risorsa umana. E’ più accettabile pagare molto quello che ti convince avere una resa a breve , che poco quello di cui potrai prevedere i risultati tra un anno o due.

Le aziende hanno bisogno di persone che oltre alla serietà garantiscano, a loro modo, risultati. I professionisti che hanno avviato la loro carriera hanno nel loro bagaglio tutti gli elementi che gli permettono di responsabilizzarsi e assicurarne il raggiungimento.

Questo significa “essere offerta” abbandonando  l’illusione di una domanda che non c’è nella quantità e nella qualità desiderata..

Il nostro sistema rimette in moto energie delle persone, a partire da quelle personali, che sono state schiacciate da regole, format, certificazioni e vincoli non più produttivi nel mondo globalizzato.

Nella situazione attuale ci si è persi nel costruire sovrastrutture rivelatesi sistematicamente difettose, percorsi obbligati che hanno depresso competenze, creatività e scienza, creato organizzazioni improduttive che rendono tutti i costi più elevati. Si è così snaturata la logica della rete, dove ciascuno è responsabile per se stesso e sceglie di volta in volta se essere domanda od offerta e impara velocemente il modo di comportarsi.

Sul fronte “noi stessi come domanda” siamo preparati, dobbiamo solo sfrondare il molto che altri hanno pensato per noi e sostituirlo con il nostro individuale.  Ma domandare è un esercizio d’attesa, perché possa essere evaso necessità di attività che fanno altri, noi siamo poco più che “spettatori a chiamata”. In realtà restiamo ad un immaginario “ufficio di collocamento” di vecchia memoria.

“Essere offerta” è una risposta ad un problema dell’azienda a obiettivi che non sono stati raggiunti e che l’azienda desidererebbe ottenere. Formulare un’offerta richiede preparazione, che va fatta con l’aiuto di un team di competenze, perché possa essere credibile ed avere successo.

Noi lavoriamo per questo successo che ha diverse componenti: alcune stanno nell’azienda,  altre riguardano la sfera dei nostri clienti.

Conoscere la geografia degli acquirenti attuali e quella desiderata in futuro, le difficoltà di quel tipo di produzioni, il costo e la qualità della logistica, sapere i punti di forza dell’impresa e essere informato delle equivalenti caratteristiche dei concorrenti  sono tra i contenuti dell’agire insieme.

Essere allenati a presentare le realizzazioni fatte nel passato, legarle ai nostri talenti e saperle raccontare in tempi molto ristretti, elencare una scala graduata dei nostri condizionamenti e partendo da tutto questo selezionare un numero di aziende target completano le basi oggettive per aver successo in un’azienda è l’altra parte del lavoro preparatorio al colloquio.

Il colloquio resta il momento formale del successo/insuccesso. Tutto il nostro lavoro risulterà convincente solo con un risultato positivo. Preparare il professionista al colloquio è il nostro compito. Partiamo da una performance simulato dal nostro esperto e in tutta la preparazione la ripetiamo fino a che non risulti perfetta.

Cosi la persona avrà le risorse a disposizione per gestire tutti gli imprevisti (ce ne sono sempre di soggettivi ed oggettivi) che dovessero capitare durate il colloquio.

Per questa strada il successo è garantito.

Grazie ancora. Avanti a Gran Carriera!

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