Continuità di Carriera e consulenza: rischi e opportunità

office-1209640_960_720Sempre più spesso nel corso del proprio percorso professionale ci si imbatte in attività di consulenza. Questo avveniva e avviene ancora nelle prime esperienze lavorative, ma anche nel fine carriera.

Le grandi società di consulenza sono state sia la nave scuola di moltissimi laureati, sia il sostituto dell’ufficio di collocamento per  giovani intraprendenti. Nei curriculum vitae di alcuni professionisti le trovi con grande frequenza, quasi un distintivo del ruolo al pari della laurea.

Nel mondo del prodotto, per tutti gli anni in cui così possiamo definire l’industria del nostro paese, il concetto di consulenza era un ambito limitato e quasi un “mestiere alto” o qualche cosa che non avevamo e dovevamo importare. Erano i tempi dell’IBM, dei margini elevati, delle carriere e dei relativi stipendi dei partner da far invidia a molti executive e CEO. Ma vi era anche una consulenza post pensione, di fine rapporto, che coinvolgeva manager di grandi (e non solo) aziende italiane.

Oggi abbiamo un quadro completamente nuovo e relativamente chiaro.

La crisi è avvenuta, come tempistica, dopo il consolidamento di questo settore di attività nella globalizzazione. Il mercato è stato occupato dalle grandi corporation, lasciando spazio solo alla consulenza specializzata di nicchia.

In generale c’è un raffreddamento d’interesse verso i freelance e verso tutti coloro che sono arrivati a questa scelta professionale più spinti da ragioni esterne (crisi occupazionale, tagli del management, accorpamenti di headquarter regionali e risparmi dei costi), che da un reale interesse e convinzione nella professione.

Il consulente, come ruolo interessante solo in mancanza d’altro, non funziona. Non c’è quasi mai mercato, non c’è reddito adeguato al proprio valore.

Posso dare un consiglio disinteressato: l’età e l’esperienza non giustificano più i risultati di queste scelte.

Ma l’esperienza, che è fatta di problemi risolti, di forti bagagli di competenze, di attitudini affinate dall’uso, stanno tornando interessanti se ri-ragionati nel presente in cui viviamo e proposti con modalità nuove nel vasto universo delle PMI italiane.

Le grandi della consulenza sono invece ancora utili per i giovani talenti. Anzi oggi, per quanto paradossale possa apparire, queste sono le uniche aziende su cui un laureato di facoltà diverse dalle solite (ingegneria ed economia) può sperare di iniziare la propria carriera.

In queste corporation è molto interessante entrare come junior e poi rendersi conto se possono essere una buona scelta per continuare la propria carriera (meno probabile e per pochi) o riposizionarsi sui problemi che si sono affrontati e le soluzioni che, pur in posizione subalterna, si sono agite.

Avanti a Gran Carriera

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