Arrivare al lavoro che vorresti

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Si è vissuta la crisi economica più lunga della storia e da più di un anno ci raccontano che è finita.

Vorremmo crederci, ma per l’occupazione, per pari o migliori condizioni di vita, sia di chi lavora, di chi vorrebbe lavorare e di chi non lavora più, la percezione è di essere ancora nei “problemi”  e ben lontani dalla loro soluzione.

Siamo noi che “non capiamo” o ci  stanno raccontando delle “frottole”?

La risposta è questa volta molto complessa, ma ha il merito, se ben gestita, di avviarci in un percorso interessante.

Anche se non siamo economisti o finanzieri dobbiamo partire dalla lettura della crisi ed interpretarla correttamente. Averci “navigato” quasi 10 anni ci ha fiaccato, ma il rifletterci sopra offre risposte per tirar fuori consapevolezza e risorse sufficienti per il raggiungimento degli obiettivi a tutti.

Abbiamo vissuto e continuiamo a vivere male questo nostro tempo non per una crisi economica e nemmeno per una crisi di sistema (parolona che gli esperti usano quando non sanno cosa dire). Tutti gli indicatori che sono stati utilizzati per monitorare la situazione ci hanno sempre portato fuori strada e non hanno aggiunto nulla a quanto poteva dirci la famosa “sciura Maria”.

Per poco tempo è stata crisi e solo nell’occidente del mondo, poi hanno prevalso le inadeguatezze, diverse da paese a paese, a gestire la MUTAZIONE che stiamo vivendo.

Questa è la ragione dei nostri guai, come persone, come imprese e come Italia.

Mutazione che ha inciso su tutti gli aspetti della nostra vita compreso il lavoro. Anche solo 20 anni fa se volevi cambiarlo avevi percorsi formali ed informali consolidati che funzionavano. Le difficoltà, i momenti di stagnazione del mercato erano gestiti e c’erano sempre soluzioni che garantivano percorsi e tempi ragionevolmente certi. Se cercavi per la prima volta lavoro le reti famigliari erano di norma sufficienti ad indirizzarti. Era inconsueto e non sempre apprezzato motivo d’orgoglio “il lavoro me lo sono trovato da solo”.

Le garanzie che offrivano le aziende si pensava fossero esigibili. I tuoi “vecchi” ti spronavano: “intanto entra, poi vedrai che tutto funzionerà”. E facevano di tutto per favorire questo ingresso. La media dei passaggi lavorativi di un’intera vita era di poco superiore all’unità. Chi cambiava era giudicato “strano”, l’anzianità aziendale era un valore.

Se vogliamo un esempio di cos’è la “mutazione” in atto pensiamo al percorso fatto dall’anzianità aziendale: da valore a quasi negatività.

Anzianità significava profondità, conoscere bene impresa, prodotto, mercato. Tutto questo significa tempo e concentrarsi esclusivamente sui compiti di tua responsabilità. Interessarsi al proprio mercato diventava, per molti tale resta oggi, un’azione faticosa e da farsi eccezionalmente o quando non ti eri strastancato del compito o quando casi personali o eventi aziendali ti obbligavano spaurito a guardarti intorno.

Ma oggi chi ha 20 anni d’azienda (e spesso ne rimangono altrettanti di  attività prima della pensione) deve preoccuparsi di giustificare, se si muove sul mercato, il perché di questo tempo.

Cercare tutti gli spunti per descrivere il suo percorso interno come un unico “gesto” in cui le varie tappe hanno dato energia per arrivare ad essere quello che può risolvere il bisogno espresso o nascosto dell’interlocutore.

Nella logica della “mutazione in atto” le certezze sono molto relative, ma è evidente che la velocità e l’energizzazione prodotta da ciascuna tappa per il raggiungimento del risultato sono diventati i valori più importanti. Ogni azione deve produrre “energia” e solo così è convincente e riconosciuta valida per il tempo attuale.

Questi sono solo alcuni degli esempi di mutazione riguardanti il tema lavoro.

I percorsi per carriera, ruoli, garanzie, sicurezza, reddito, nuove opportunità, se li vogliamo  efficaci, devono attraversare i contenuti personali e collettivi della mutazione in atto e navigare al suo interno.

Molto può essere rigenerato e altro di positivo felicemente scoperto, ma è necessario riconoscerlo ed accettarlo.

Avanti a Gran Carriera

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